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Home Fecondazione Le Tappe della Fecondazione
Le Tappe della Fecondazione PDF Stampa E-mail

Conoscere la strada della PMA passo dopo passo può aiutare ad affrontare le difficoltà e a predisporsi all’impegno necessario con piu’ serenità ed equilibrio. Inoltre, conoscere le procedure utilizzate con i relativi rischi e possibilità di successo, fa parte del processo di sviluppo dell’autonomia e della partecipazione consapevole della coppia su cui si fonda un rapporto medico-paziente trasparente.

Anamnesi

Durante il primo incontro, il medico cerca di capire quale e’ il motivo per cui una coppia dopo un ragionevole periodo di rapporti non protetti (in genere indicato con uno o due anni) non riesce ad avere figli. Nell’anamnesi il medico raccoglie informazioni sulla storia clinica individuale come infezioni genitali o trattamenti che possono aver danneggiato la fertilità (trattamento dei tumori), fattori legati allo stile di vita (eccessivo consumo di alcool o tabacco), l’attività sessuale della coppia ma anche eventuali terapie dell’infertilità’ tentate in passato. Queste possono dare indicazioni preziose sul da farsi. Arrivare ad una diagnosi corretta nel minor tempo possibile e’ di importanza fondamentale. Infatti, specie se la donna non e’ piu’ giovanissima (più di 35 anni) minori sono le possibilità di successo di un trattamento di PMA.

Quali analisi devo fare?

E’ bene conservare i risultati di tutte le analisi eseguite in passato, specie se relative a precedenti tentativi di PMA. Questo puo’ evitare, almeno in alcuni casi, di ripetere una analisi gia’ effettuata e fornisce comunque delle informazioni preziose. Ad esempio, le stimolazioni ovariche gia’ effettuate danno un quadro preciso della possibile risposta alla stimolazione, della quantità e della qualità degli ovociti ottenuti. Verranno, quindi, effettuate alla coppia una serie di indagini preliminari di base le quali, porteranno, se necessario, ad ulteriori analisi piu’ approfondite.

Quale tecnica fa al mio caso?

In linea di massima, tutte le tecniche di PMA fanno tre cose:
1 – ottimizzano la produzione di ovociti (stimolazione ovarica)
2 – ottimizzano la qualità degli spermatozoi
3 – creano le condizioni migliori per farli incontrare, all’ interno del corpo femminile, cioè in vivo (IUI inseminazione semplice) o all’ esterno, cioè in vitro (FIVET, Fecondazione in vitro con trasferimento dell’embrione o ICSI, microieniezione itracitoplasmatica dello spermatozoo e trasferimento dell’ embrione ottenuto in utero.

La fase preparatoria alla tecnica di fecondazione vera e propria prevede una sorta di
“preparazione” dei gameti. Nella donna per far questo si stimola l’ovaio per maturare piu’ ovociti contemporaneamente attraverso la somministrazione di farmaci. I protocolli terapeutici per la stimolazione ovarica possono essere diversi e utilizzati in base alle caratteristiche delle pazienti, generalmente solo alcuni protocolli di stimolazione sono comunemente in uso.
La risposta ai vari protocolli e’ individuale e bisogna controllare (con monitoraggio ecografico e dosaggio ormonale) la risposta della singola donna per evitare la sindrome da iperstimolazione ovarica.
Nell’uomo, il liquido seminale raccolto, viene “pulito” da eventuali residui e batteri e gli spermatozoi vengono selezionati e concentrati in un volume piu’ ridotto e “capacitato” cioè reso adatto a penetrare un ovocita. Queste sono le procedure preliminari che possono variare secondo le difficoltà incontrate.
Se il fattore maschile e’ di grado lieve o moderato si puo’ tentare l’inseminazione semplice IUI (I livello) ovvero introdurre del liquido seminale appositamente preparato all’ interno della cavità uterina. L’ovulazione, se necessario, viene stimolata.
Per avere possibilità di successo occorre che l’ovulazione (spontanea o indotta da stimolazione) sia buona, almeno una tuba sia aperta e integra, e che l’esame del seme, almeno dopo trattamento, sia soddisfacente.
Alle coppie con problemi di infertilità maschile, infertilità inspiegata o endometriosi minima o moderata, possono essere offerte fino a 6 cicli di inseminazione, perchè questo protocollo aumenta la possibilita’ di ottenere una gravidanza. Un pregio dell’inseminazione semplice e’ infatti la scarsa invasività e la quasi totale assenza di rischi.
Se il medico lo ritiene opportuno può trattare l’infertilità con la FIVET o la ICSI (II livello).
Un ciclo di trattamento inizia con la stimolazione ovarica per la maturazione di più ovociti contemporaneamente.
La fase successiva alla stimolazione ovarica è il prelievo degli ovociti che avviene dopo 36 ore dalla somministrazione dell’hCG, tramite la puntura dei follicoli per via trans-vaginale sotto guida ecografica.
Con la FIVET gli ovociti prelevati vengono posti in una provetta nella quale si aggiunge un calcolato numero di spermatozoi mobili selezionati preventivamente. Se gli ovociti si fecondano, gli embrioni così ottenuti, per un max di 3, vengono poi trasferiti in utero. Questa tecnica non si puo’ utilizzare se l’infertilità maschile e’ severa.
Nella ICSI un singolo spermatozoo viene inserito direttamente grazie ad un micro ago nell’ovocita, unica condizione per la sua applicazione e’ che gli spermatozoi siano mobili.

L’ultima fase consiste nel trasferimento degli embrioni ottenuti nella cavità uterina, generalmente in seconda o terza giornata dal prelievo degli ovociti ed è una procedura indolore, rapida e ambulatoriale.

Gravidanze

Le donne che hanno fatto un ciclo di PMA non devono aspettare che “salti” la mestruazione per fare il test di gravidanza. Gia’ dopo 14 giorni dal trasferimento dell’embrione in utero si esegue un dosaggio ormonale per stabilire se la gravidanza e’ iniziata; se il test e’ positivo viene ripetuto per controllare l’evoluzione della gravidanza.
Alla VI-VII settimana di assenza del ciclo, e’ prevista la prima ecografia. Se tutto va bene, la donna ha concluso il suo percorso di PMA e si fara’ seguire dal suo ginecologo di fiducia.
A questo punto anche se e’ comprensibile il desiderio di dimenticare la fatica, lo stress e la sofferenza, e’ importante non interrompere i rapporti con il centro di PMA che deve conoscere gli esiti della gravidanza e del parto: questi dati permettono una valutazione oggettiva dell’efficacia e sicurezza delle tecniche. Il fine e’ tutelare la salute di tutti, in primo luogo delle donne e dei bimbi che senza la PMA non sarebbero mai nati.

 

Ansa Rss